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©.  STUDIOMARTE

Foto Antonio Piccin

Grafica Stdmarte

Traduzioni Roberta Mazzesi

 

 

LE OPERE SCULTOREE DI ELENA MUTINELLI SONO  ESEGUITE A MANO SENZA MEDIAZIONE ALCUNA DI ARTIGIANI E MACCHINE

The sculptural production of Elena Mutinelli is hand made without any artisan's or machinery's help.

 

Nessuna delle immagini può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta di Elena Mutinelli, proprietaria dei diritti dell’immagine.

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       sculptress

  Elena   Mutinelli

       sculptress

INCONTRO E ABBRACCIO NELLA SCULTURA DEL NOVECENTO DA RODIN A MITORAJ

 

a cura di
Maria Beatrice Autizi e Alfonso Pluchinotta
 


inaugurazione 15 novembre ore 17.30 

 

16 novembre 2019 | 9 febbraio 2020

mar-ven ore 10-13 / 15.30-18.30

sab, dom, festivi ore 10-19

chiuso lunedì, 25 dic, 1 gen

 

Palazzo del Monte di Pietà

Via Monte di Pietà, 8

(Piazza Duomo) – PADOVA

 

INGRESSO GRATUITO

 

 

SELEZIONE DELLE OPERE:

Esposizione di 130 sculture, da Auguste Rodin (Le Bourgeois pleurant) a Igor Mitoraj (Il bacio dell’Angelo). Alcune note, come Alma del Quijote (Salvador Dalì), Ettore e Andromaca (Giorgio De Chirico), Prière de toucher (Marcel Duchamp), Visage aux deux mains (Fernand Lèger). O di artisti famosi come Helping Hand (Pablo Picasso), Two Figures (Henry Moore), Il Pensieroso (Ernesto Bazzaro), Il ratto della Sabina (Luciano Minguzzi). Centauri in libertà (Elena Mutinelli), Molte originali, come Knotted Hand (Soler Etrog) e Riflessi (Novello Finotti), o rappresentative dei temi trattati: Il risveglio di Adamo (Francesco Messina), Tantalo (Jorge Borras Llop), Disperazione (Toni Boni). Infine, sculture note alla Storia dell’arte, ma difficilmente fruibili dal visitatore: Figliol Prodigo (Arturo Martini) e Abisso (Pietro Canonica). In aggiunta, non mancheranno di sorprendere le opere di alcuni espressionisti tedeschi: Der Abschied/Congedo (Käthe Kollwitz), Der Schreitende/Avanzare (Ernst Oldenburg), Gedankenkopf/Testa di Pensieri (Rainer Kriester) e Verwüstung/Desolazione (Hans Kastler)..........

 

 

LINK : http://www.incontroabbraccio.it/?fbclid=IwAR1i-a2gUOE7Vzd45HtyVtQI_jRsNnPRxv4NjRNVa4FX-xWJVC01eqHhDig

Opere: http://www.incontroabbraccio.it/opere/

 

CATALOGO

Titolo

Incontro e abbraccio

nella scultura del Novecento da Rodin a Mitoraj

 

Edizioni

Il Poligrafo, Padova

https://www.poligrafo.it/

 

a cura di

Alfonso Pluchinotta ( Editor)

con la collaborazione di / with the collaboration of

Maria Beatrice Autizi (Storica dell’Arte / Art Historian)

 

LA MOSTRA

Mostra d’arte a sviluppo tematico – tra le poche in Italia – INCONTRO E ABBRACCIO esplora, attraverso una vasta rassegna di sculture del Novecento da Rodin a Mitoraj fino alle tendenze iconiche di fine secolo, le molteplici singolarità della condizione umana. In particolare, siamo circondati dalle tante “attese” di persone che chiedono il sostegno di una parola, il riconoscimento di uno sguardo, la condivisione di un gesto.

La scelta delle opere abbraccia un insieme di temi in dialogo tra loro: il cammino della vita, l’incontro, la relazione, la lontananza, l’attesa, l’empatia e la compassione. Il percorso espositivo intende offrire una visione dell’Uomo, che si vorrebbe più ampia e positiva, in contrapposizione a chiusure, indifferenza o disimpegno. Nell’epoca digitale, l’Umanesimo appare sempre più lontano, scavalcato (ma non domato) dalla velocità e dalle nuove possibilità di comunicazione, che limitano l’esercizio dell’attenzione e della riflessione, il farsi della sedimentazione e della memoria, la dimensione reale e rispondente dei contatti.

L’opera d’arte scultorea si fa qui sollecitazione, introspezione, ricerca delle forme e dei gesti. L’arte plastica esalta la complessità dei volumi e richiama l’attenzione sul dettaglio, aspetto valorizzato dalla possibilità data ai visitatori di rigirare e toccare alcune delle opere in mostra. Soprattutto la figura umana a più dimensioni suscita osservazioni diverse, invita a riflettere sulla vita, le sue grandezze e le sue fragilità, più di quanto potrebbero le immagini bidimensionali di uso comune. Ci stiamo diseducando alla tridimensionalità, al tatto, alla durata che genera rappresentazione, avvertendoci così del rischio di diventare osservatori frettolosi, meno capaci di cogliere le disposizioni dell’animo e dell’affettività.

CURATORI:
Maria Beatrice Autizi, già Docente di Storia dell’Arte e curatrice di mostre ed eventi culturali, ha in attivo numerose pubblicazione dedicate alla storia e all’arte, e alcuni romanzi storici, tra cui Le stelle di Giotto.
Alfonso Pluchinotta,  medico e storico della medicina con speciale attenzione al corpo come linguaggio e alla mano come strumento nella relazione e nella formazione del pensiero creativo. Curatore di mostre d’arte sulla rappresentazione del corpo nelle arti visive (History of the Breast, 1986; Incanto e Anatomie del Seno, 1997; That Unstable Object of Desire, 2009; Essenzialmente la mano, 2012), ha pubblicato Senza di Loro nemmeno Io – Appunti su incontro, abbraccio, carezza (Il Poligrafo, 2017) che rappresenta la fonte di ispirazione di questa mostra.
 
 

EXHIBITION

“Encounter and Embrace” is an artistic exhibition – thematic, one of the few in Italy- that explores, throughout a wide exposition of sculptures from the 1900s, from Rodin to Mitoray until the iconic trends of the century, the multiple singularities of the human condition. In particular, many people “awaiting” for supportive words, a look of approval, an act of sharing, surround us.

The choice of the artworks embraces a set of communicating topics: path of life, encounter, relationship, distance, wait, empathy and compassion. The exhibition itinerary offers a vision of Man which is to be seen as wider and more positive, opposed to closed-mindedness, apathy, indifference. In the digital era, Humanism appears further and further away, overstepped (but not tamed) by speed and new forms of communication, limiting attention and reflection.

The sculpture becomes stimulation, introspection, research for shapes and gestures. Plastic arts exalt the complexity of volumes, recall the attention to details, aspects enhanced giving visitors the chance to flip and touch some of the artworks.

Above all, the various dimensions of the human figure arouse different observations, inviting the visitor to meditate about life, about its greatness and fragility, more than what two-dimensional art can inspire. We are forgetting tridimensionality, touch, risking to become hasty observers, less capable of understanding the dimensions of affectivity and soul.

CURATORS:
Maria Beatrice Autizi
, formerly Professor of Art History and curator of exhibitions and cultural events, has a number of publications dedicated to history and art, and some historical novels, including Le stelle di Giotto .
Alfonso Pluchinotta, physician and historian of medicine with special attention to the body as a language, and to the hand as a tool in the relationship and in the formation of creative thought. Curator of art exhibitions on the representation of the body in the visual arts (History of the Breast, 1986; Incanto and Anatomie del Seno, 1997; That Unstable Object of Desire, 2009; Essentially the hand, 2012), published Senza di Loro nemmeno Io – Appunti su incontro, abbraccio, carezza (Without them not even me – Notes on meeting, embrace, caress) (Il Poligrafo, 2017) which represents the source of inspiration for this exhibition

COMUNICATO STAMPA

 

L’amore per l’arte in seno alle virtù, Italia fucina di idee, Italia delle signorie, i Grotteschi e i Dannati.

 Francesca Sacchi Tommasi apre le porte all’Arte che ancora si esprime attraverso la virtù del saper fare. Mostra a cura di Vittorio Sgarbi, opere di Elena Mutinelli, “Noi, neanche dannati”, in esposizione presso le sale della galleria d’Arte Etra Studio Tommasi, situata nel cuore di Firenze, dal 9 gennaio al 31 gennaio 2020.

“Noi, neanche dannati” è nata da un sodalizio tra Elena Mutinelli e Francesca Sacchi Tommasi che ha seguito l’avvicendarsi delle opere e l’evoluzione dello stile nel tempo.

Da qui l’idea di dare spazio alle sculture di Elena Mutinelli, animando in galleria una tavola rotonda dell’Italia delle signorie, fucina di idee, che hanno determinato il nostro primato nel mondo dell’arte. I guerrieri metropolitani dal forte aspetto si ritrovano insieme, rivestendosi dei loro panni per riconoscersi negli eroi di cui l’ignoranza li ha resi orfani.

Assistiamo a un convito di personaggi, cui la Mutinelli ha dato vita, che attoniti si guardano. Ritorna l’Italia delle signorie, dalle strade ancora troppo strette, con le tradizioni medioevali: “In quei volti ritrovo la forza e l’assoluto dei nostri padri rispetto a Noi, neanche dannati, orfani di eroi...” scrive Elena Mutinelli.

Questa mostra si apre in chiave ironica, con una incisività espressiva caricaturale, ricollocando le fisionomie metropolitane che, di personaggio in personaggio, dal tardo medioevo al rinascimento, ritrovano la loro identità. La scultura più recente, “Al guerriero non piace il dettaglio”, 2019, work in progress, potrebbe essere il vicino di casa, la persona che incrociamo in viaggio e non rivedremo mai più. Lo sconosciuto diventa personaggio nei panni di chi fu; abbiamo i Cardinali di Nostra madre chiesa, le cortigiane, i dotti, chi ci consiglia, abbiamo l’espressione della smorfia che ci rende persino belli, narcisi più che mai imbevuti di immagini. Il coraggio di una scelta libera nel mondo dell’arte è ben espresso in “Noi, Neanche dannati”. Francesca Sacchi Tommasi presenta al pubblico il lato nascosto di un ‘artista, attraverso un percorso di opere recentissime e di altre ancora inedite.

Un faccia a faccia tra l’ironico e il drammatico che giunge fino a rappresentare il tema della follia in “Sapientia Hominum”. Infine, si ritorna al corpo bello e seducente passando attraverso la tensione dell'Eros, il dirompente palpitare di vita e il desiderio di immortalità: in questo tratto sono presentate le ricerche iconografiche dell’opera della Mutinelli, dal mistero della nascita a quello della morte.

“Noi, neanche dannati” presenta una serie di sculture che testimoniano la fragilità della figura umana con il rimpianto di un umanesimo perduto.

 

 

LA GALLERIA

Francesca Sacchi Tommasi è la fondatrice della Galleria d’Arte Etra Studio Tommasi, inaugurata dal Professor Vittorio sgarbi nel 2014, nel cuore di Firenze, a Palazzo Leopardi, dimora storica, meta di turismo culturale; essa fu lo studio dello scultore Benvenuto Cellini che, proprio in queste mura, come scrive il Vasari nelle “Vite”, concepì la scultura Perseo con la testa di Medusa, ora sotto la loggia dei Lanzi. In seguito, il palazzo appartenne alla famiglia di Giacomo Leopardi.

Oggi rivive nel nome dello scultore che acquistò lo studio all’inizio degli anni Settanta: Marcello Tommasi vi lavorò per quasi quarant’anni, lasciando una ricca collezione di marmi, gessi e bronzi, disegni, dipinti e incisioni. La Galleria d’arte Etra Studio Tommasi, con sede anche a Pietrasanta, accoglie e organizza mostre di artisti, e propone serate di poesia e concerti.

 

Direzione  artistica FRANCESCA SACCHI TOMMASI

TESTO IN CATALOGO  a cura di VITTORIO SGARBI

CATALOGO IN MOSTRA EDIZIONE CAPIRE

RASSEGNA STAMPA SCELTA

https://elenamutinelli.wixsite.com/website/rassegna-stampa

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