LE MANI SUL CORPO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La scultrice Elena Mutinelli avverte con particolare urgenza un bisogno di ritrovare ‘mani’ adeguate a risentire e a restituire le ragioni del corpo, a ritrovare il corpo come centro dell’esperienza esistenziale come via della conoscenza e del manifestarsi delle qualità della persona. Va controcorrente, o forse è meglio dire che vive con anticipo una condizione di nostalgia del corpo che molti giovani artisti cominciano a denunciare in pittura e in scultura, reagendo alla cultura telematica, all’arte povera e concettuale, alla cerebralità della conoscenza, alla virtualità delle esperienze. Il modellato vigoroso, sostanzialmente espressionista, ma con indispensabili avvii dalle lezioni di Rodin e citazioni della Kollwitz, e soprattutto l’enfasi che pone sulle mani e sui piedi come estremità del corpo e, dunque, punti di relazione articolata, di contatto e  comunicazione di esso con gli altri corpi e con materia e spazio, rendono esplicito il suo trattare la scultura come luogo di riscoperta e di studio, di risonanza e di espressione del corpo. Il recente ciclo delle opere ispirate a figure di folli visitate in manicomio e assistite durante il bagno, diventa emblematico di una corporeità esaltata dalla patologia, che in molti casi estremizza le sensazioni, poiché il corpo è avvertito come unico punto di ‘ri-ferimento’ del piacere/dolore e, così, unico mezzo di espressione/comunicazione sia verso l’interno (spazio della coscienza) sia verso l’esterno (spazio di relazione).

Le mani assumono dimensioni plastiche di forte evidenza, sollecitando non soltanto il rassodarsi della sensazione diretta, del contatto con la forma, il disegno, la temperatura, la reattività del corpo, ma il riemerge della memoria e della conoscenza sensitiva, di attraversamenti del corpo, di relazioni, di confidenza con la struttura e con lo spazio fisico e psichico. Sono, io credo, proprio questa riscoperta  e questa riaffermazione della centralità corporea e sensitiva nell’esperienza esistenziale che interessano Elena Mutinelli, sia come necessaria restituzione della capacità ‘estetica’ (propria nel significato più elementare di sensibilità) della persona, sia come ricomporsi di un senso del mestiere e della professione dell’arte che respinge l’illusorietà sempre più invasiva del virtuale (immagini, conoscenza, cultura, comportamenti) e reagisce all’impotenza della poetica fredda, pauperista e concettuale.

Elena Mutinelli invoca il riaccendersi dei sensi, così che le mani ritrovino i ‘passi perduti’ (si veda la scultura Sui nostri passi), che il tatto determini i confini e le forme del corpo e questo rinnovi tutte le relazioni possibili con gli altri corpi e con lo spazio esterno ed interno, fisico e psichico(Amanti, Pellegrinaggio di una pazza, Mani sul dorso).

L’attenta ricerca sul corpo condotta nel modellato è accompagnata e sostenuta da un’intensa elaborazione grafica di studio preparatorio e di impostazione formale e spaziale, a grafite su carta, così che la meditazione sulle tracce delle impronte dei sensi si dilata, trova  tempi e  modi più ampi e di accurata modulazione formale nel disegno, ma insieme anche come risentimento intimo e vibrazione di materia impalpabile che già sul piano bidimensionale del foglio mira a farsi volume, tendini, carne e al tempo stesso memoria, evocazione di impressioni perdute, tensioni a un’estetica -forma di sensibilità e di proiezione dell’immagine della propria sensibilità- ormai smarrita o ancora attiva solo in condizioni aberranti.

La giovane scultrice torna coraggiosamente ad ‘abitare il corpo’ e a restituirgli mani grandi per sentire e fare, riconoscersi e rimodellarsi.

 

 

 

Giorgio Segato

 

 

1998 Le mani sul corpo, (Comune di Ravello, Salerno, Chiostro di Villa Rufolo, 1.08/31.08.1998), a.c. di G. Segato, Di Baio, Milano, 1998.

Immagini

 

Mani nella materia, 2000

marmo satuario, 30x90x30 cm

Collezione privata

 

La nascita di Eros ,1998

gesso 60x102x34 cm

 

La nascita di Eros (particolare), 1998

gesso 60x102x34 cm

 

Images

 

Hands in the matter, 2000

statuary marble, 30x90x30 cm

Private collection

 

The birth of Eros, 1998

gipsum, 60x102x34 cm

 

the birth of Eros, (detail), 1998

gipsum. 60x102x34 cm

 

 

 

 

 

 

©.  STUDIOMARTE

Foto Antonio Piccin

Grafica Stdmarte

Traduzioni Roberta Mazzesi

 

 

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  Elena   Mutinelli